giovedì

L'animato porto (una recensione di Luciana Moretto)

Nota di lettura su L'animato porto di A.M. Carpi

« … ma quello che in me gli manca è la bravura/ di far misteri fra parola e cosa» così recita a conclusione del testo La mia lingua è inattuale? A.M. Carpi nella raccolta L’animato porto.

Il problema della leggibilità di un’opera di poesia, intorno al quale molto si è dibattuto e si dibatte, muove in effetti dal presupposto che la poesia non è oggetto né materia adatta alla Facoltà di Scienze della Comunicazione e tuttavia – bisogna pur dirlo – non è neppure rifiuto aprioristico della comunicazione stessa.

Personalmente – a tale proposito – sono solita usare il termine “zanzotteggiano” per dire delle variegate schiere di poeti che si ritengono all’avanguardia essendo oscuri e incomprensibili. Generalmente scrivono versi che non sono versi e nella maggior parte dei casi non si capisce che cosa immaginano di dire sopraffatti come sono dalla confusione mentale, in balìa dell’equivoco che sia quella la più corretta precondizione per scrivere poesia.

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